23 settembre 2016

Coraggiosi insieme

'Coraggiosi insieme' è il titolo di un reading che nasce da questo romanzo, riprendendo la sottotrama relativa al personaggio di Colin e arricchendola con le musiche di Davide (l'autore di Trentamila morti più tre).
Il reading debutterà domenica 20 novembre al Molo di Lilith (via Cigliano 7 a Torino, ingresso gratuito con tessera Arci).

13 giugno 2016

Una recensione

Sabato ho partecipato a "Una montagna di libri nela valle che resiste", nel preparare l'evento una delle volontarie che collaborano all'organizzazione dell'evento ha scritto una scheda/recensione che mi è piaciuta moltissimo e che ripubblico qui

Il romanzo è bellissimo, avvincente, puntuale e struggente, scritto con una grande varietà di stile e continui cambi di registro, ritmo e lessico, in perfetto accordo con la complessità delle vicende narrate.
La struttura stessa è in effetti una tessitura di punti di vista (e dunque di stati d'animo, contraddizioni, sguardi sul possibile e sull'impossibile...) che proiettano il lettore nel qui e ora degli eventi in un modo continuamente differente e via via sempre più interno e compartecipe, ma, con una prospettiva quasi brechtiana, al lettore non è mai chiesto (o concesso) di identificarsi e coinvolgersi fino al punto di perdere la propria lucidità critica.
Sin dal prologo, caratterizzato da una atmosfera rarefatta dove lo sguardo plana su una surreale Parigi e mette a fuoco lentamente la realtà con incertezza, ambivalenza, inquietudine, si è trascinati nel vortice degli eventi in un progressivo turbinare (o cadere?) dalla sospensione iniziale fino alla catastrofe finale, che non è "solo" la disfatta del sogno della Comune, ma ha, ovviamente, echi ben più remoti .... Eppure, il rumore sordo della caduta, non è l'ultimo suono che sentiamo nel chiudere il libro, che a sorpresa consegna al futuro (o forse al presente?) un sussurro clandestino destinato ad attraversare il tempo...e le disfatte ...e proseguire...oltre.
Un altro merito dell'autore (che non conosco e di cui non ho letto altro, quindi non so se sia stata una sua precisa intenzione o meno) è la capacità di sapersi rivolgersi a diverse "tipologie" di lettori, mantenendo un perfetto e non scontato equilibrio tra la dimensione drammaturgica (attraverso l'intreccio degli eventi, delle vite dei personaggi, delle scene d'azione quasi cinematografiche e per nulla banali), la dimensione contemplativa e poetica (con sospensioni dello sguardo, pennellate e tratti descrittivi, che rendono la vicenda universale, umana e collettiva..), la dimensione socio-politica (attraverso pagine più riflessive o accorate in cui sono messe a nudo tutte le contraddizioni, le incertezze, gli errori, le occasioni perse e i conflitti interiori dei personaggi..) e infine la dimensione storica (con l'interessante escamotage di non rivelare da subito l'identità dei personaggi storici, ma facendoci prima vivere il loro quotidiano, ascoltare il loro respiro, sognare o dubitare accanto a loro, per poi assistere al compiersi del loro destino). Quest'ultimo aspetto ne fa secondo me un libro da consigliare in particolare ai più giovani,agli studenti, poiché strappa i protagonisti (da quelli anonimi a quelli più celebri..) al nozionismo inutile e deleterio dei libri di testo e ne riscatta l'umanità e la dignità restituendo lo spessore e il cuore del loro vissuto in quei mesi cruciali, ammiccando a sua volta alla crucialità del nostro presente e alla urgenza di una presa di coscienza che non ripeta gli errori del passato ma ne conservi la linfa.
Elisa Ribichini

26 maggio 2016

Prossime presentazioni

Brevissimo post per ricapitolare le prossime presentazioni del libro.

Sabato 11 giugno a Bussoleno, non proprio una presentazione ma partecipo ad una tavola rotonda per la quinta edizione di Una montagna di libri contro il TAV. L'rario ancora da definire. E domenica 12 al mattino come tradizione si fanno le letture alle reti.

Martedì 14 giugno alle 18.30 sarò aTorino alla libreria Aut

Giovedì 7 luglio alle 19 (in un primo tempo era organizzato per il 30 giugno) a Torino alla libreria Libridabottega, in via Romani 0/A

Spero di incontrarvi in una di queste occasioni. O anche in un'altra.

11 maggio 2016

Intervista

Il buco1996 ha pubblicato sul suo mensile un'intervista su Rossa come una ciliegia. Potete leggere l'intervista qui oppure tutto il numero del mensile qui

4 maggio 2016

Cambio di data

La data della presentazione di Susa è stata spostata da venerdì 13 a sabato 14, l'orario rimangono le 18 e il luogo la biblioteca civica di Via Mazzini 27

26 aprile 2016

Ringraziamenti

Li ho già scritti sul libro ma essendo ringraziamenti sentiti li riporto anche qui.

Le persone a cui attraverso l’autore questo romanzo deve qualcosa sono tante che sarebbe impossibile elencarle tutte, quindi questi brevi ringraziamenti si limiteranno a quelli che hanno avuto un impatto diretto sulla realizzazione.
Grazie a mia moglie Gemma per l’aiuto con la documentazione storica e per aver suggerito alcuni ritocchi alla prima versione.
Grazie a Diego per aver addentato i primi assaggi per vedere se erano digeribili.
Grazie a Natale (aka @3hillhook su Twitter, aka @VecioBaeordo altrove in rete) per essere stato il mio primo lettore del romanzo completo e per avermi segnalato diversi passaggi da migliorare.
Grazie ad Alberto “Bebo” Guidetti per aver scritto una prefazione che fa commuovere, in tutti i significati del termine.


A quelli già stampati ne aggiungo acluni altri, iniziando da due che nella confusione del pre-stampa avevo dimenticato: Grazie a Sara per la consulenza medica e a Lucas e per quella sull'architettura di fine '800.
E poi, non guardando alla realizzazione del libro ma al comunque importante contorno, grazie a Davide e Ileana per "Trentamila morti più tre", grazie a Simone per il lancio su Carmilla e a Daniele per quello su Maz,, grazie a Dario e Gianlu per l'intervista a radioblackout e a @LouPalanca 1 per la recensione (pubblicata anche quella su Maz Project).
E per finire grazie a tutti quelli che lo leggeranno, e ancora di più a chi vorrà commentare, qui o su anobii

P.S: A quanto mi risulta la distribuzione sta andando molto a rilento, me ne scuso e chiedo pazienza.

10 aprile 2016

On Air

Venerdì scorso, 8 aprile, sono stato ospite della trasmissione Metix Flow sulle frequenza di Radio Blackout per parlare del mio romanzo. Grazie ai conduttori Big Bro e Gianluca abbiamo il podcast e chi se lo fosse perso può scaricare da qui l'audio dell'intervista. Dura circa 45 minuti, intermezzi musicali compresi.
Purtroppo la modalità di acceso con google drive non è comodissima, me ne scuso.

5 aprile 2016

Anversa, 4 settembre 1870

In attesa di andare, venerdì, a presentare il libro a Radio Blackout, vi propongo un altro assaggio dopo quelli apparsi su CarmillaOnLine e MazProject. Quello che trovate sotto è il capitolo in cui esordisce Eugene Varlin.
Varlin aveva dovuto lasciare la Francia nell'aprile 1870 in seguito alla persecuzione giudiziaria nei suoi confronti, lo scoppio della guerra Franco-Prussiana lo trova in Belgio, ad Anversa, ed è da qui che parte la sua vicenda.
Questo è anche il capitolo a cui si abbina il primo brano della colonna sonora


Anversa, 4 settembre 1870
Qualcuno taccerà di infantilità questo mio comportamento, e se lo facesse io non potrei affermare che abbia torto, ma non per questo ho intenzione di modificarlo. Per me oggi è stato il giorno di una nuova nascita, quindi un comportamento infantile mi deve essere concesso, almeno oggi. Domani forse abbandonerò questo diario che sto iniziando, ma in questo momento mi pare giusto fermare su queste pagine i miei pensieri, e pensare di farlo giorno per giorno nei prossimi mesi, che saranno sicuramente un periodo di grandi cambiamenti.
Questa mattina i giornali riportavano la notizia della cattura di Napoleone III da parte dell’esercito prussiano, e della proclamazione della terza repubblica; questi fatti, così importanti per ogni francese così come per ogni uomo o donna che abbia a cuore la libertà, lo sono, egoisticamente, ancora di più per me. La mia condanna non è stata cancellata, ma non voglio credere che in una nazione che si proclama Repubblica si possa dar seguito ad una condanna inflitta per il solo fatto di aver fatto parte di un’associazione dichiarata illegale da un tiranno, forse neppure più pienamente lucido. Credo, voglio credere, che non vi sia più un motivo per il mio esilio, e dunque, dopo aver passato tutta la giornata di oggi in preparativi, domattina prenderò il sacco che è già pronto accanto al mio letto, riattraverserò quel confine che ho dovuto passare quattro mesi fa e punterò verso Parigi, per riunirmi a quanti ho lasciato a lottare contro un nemico che, per quanto mostri volti diversi, è sempre il medesimo. Credo non sarò l’unico a farlo.
Questi quatto mesi sono stati per il mio animo la peggiore sofferenza che ricordi. Dopo le retate di primavera, convinto dai miei compagni che in quella situazione la mia permanenza non sarebbe stata di giovamento per alcuno, sono fuggito dalla Francia. La condanna di luglio ha aggiunto ulteriori motivazioni al mio esilio, e sono del tutto convinto che quella scelta sia stata giusta, ciononostante in questi mesi ho continuato a sentirmi un disertore, anche perché, da quando sono in questa città, ho saputo rendermi ben poco utile. Ho scritto alcune lettere, parlato con alcuni compagni, ma non sono riuscito a realizzare alcunché di concreto; persino per il mio alloggio e per i pasti dipendo ancora dai risparmi che ho portato con me lasciando Parigi, e soprattutto dalla generosità dei compagni. All'inizio non riuscivo a capacitarmi di questa mia inattività, mi ripetevo che per un membro di un’associazione che si dice internazionale non poteva fare differenza trovarsi in Belgio anziché in Francia; ho poi capito che in realtà non era quello il discrimine, bensì il fatto di trovarsi sradicato, in una città che non conoscevo e in cui mi auguravo di non dover restare troppo a lungo. Ma oggi per fortuna tutto ciò non ha più importanza, da domani potrò tornare ad essere parte della nostra grande lotta.
Dalle notizie che giungono da sud la situazione della guerra pare disperata. Dopo la sconfitta dell’altro giorno, che ha portato all'abdicazione del tiranno, il grosso di quanto rimane dell’esercito è assediato, parte a Metz, parte a Strasburgo, e difficilmente potrà tenere a lungo quelle due città. Tutto quanto possono fare quegli uomini è resistere, per dare a Parigi il tempo di riorganizzarsi ed essere pronta a combattere i prussiani quando volgeranno in quella direzione.
Per conto mio spero mi sia dato almeno il tempo di tornare in città, prima che venga circondata; se ci sarà un assedio, come ormai pare probabile, doverlo vivere da lontano mi farebbe sentire ancora più colpevole per la mia fuga. Ma questo non succederà, domani lascerò Anversa, già prima di sera tornerò a sentir parlare la mia lingua, e il giorno successivo sarò di nuovo a casa.

30 marzo 2016

Prefazione

Da ieri Rossa come una ciliegia è uscito ufficialmente, si può comprare o ordinare in libreria o online (vedi colonna destra).
Per accompagnare l'uscita pubblico anche qui la prefazione scritta da "Bebo" Guidetti. Si dice che "La prefazione è quella cosa che si stampa per prima, si scrive per ultima e non si legge mai", nel novanta per cento dei casi sono daccordo, ma in questo faccio un'eccezione perchè quella che ha scritto Guidetti per il romanzo suona davvero in modo molto diverso da una prefazione tradizionale, e vale davvero la pena.
Anche se di questo ci si rende conto meglio avendo letto il libro, quindi mi sa che dovrete proprio leggerlo...

Cara Ann,
avrei avuto bisogno forse anche io di scriverti, di avere sogni più rivoluzionari, sogni più rossi delle ciliegie stesse. Ho pensato spesso che avrei dovuto osare di più, ancora che scrivo queste righe ci sono occhi verdi su cui osare di più e mi manca sempre un guizzo in più. Qualcosa. Resta sempre troppo poco tempo tra le dita, scorre lungo i bordi delle cose come diceva Mimì con i Massimo Volume, tra ritagli di carta, marciapiedi, polvere del presente che diventa già passato.
Se fosse possibile non soffrire ed evitare ogni giorno i drammi e le atrocità sarebbe forse priva di alcuni sensi questa vita, ed un plotone di possibilità è quello davanti cui ci schieriamo ogni giorno e che immancabilmente recriminiamo, un recinto di piccole infelicità infondate che esistono solo nel mondo dei nostri pensieri. Come rianalizzare costantemente ciò che poteva essere e che non è, che forse non sarà. Sarebbe stato da combattere tutto con più forza, con i pugni più chiusi e gli occhi più aperti, con il cuore più in ascolto a pompare questo sangue rosso che molte volte sembra essere più nero che rosso, più disperazione che ciliegie.
C’è bisogno di prendere il coraggio a due mani e se le mie non basteranno, Ann, chiedo le tue mani bianche per aiutarmi.

Alberto “Bebo” Guidetti



24 marzo 2016

Una canzone

Una cosa che non mi sarei proprio aspettato quando scrivevo Rossa come una ciliegia è che qualcuno si ispirasse alle mie pagine (direi in particolare le ultime) per scrivere una canzone. E invece è successo, e il pezzo si intitola Trentamila morti più tre.
Buon ascolto

17 marzo 2016

Cronologia

Al romanzo un inizio ed una fine bisognava per forza darglieli, però la trama non è indipendente da quel che è successo prima della sua prima pagina. Per questo può essere utile questo breve elenco di eventi storici che avvengono prima del romanzo e che, in un modo o nell'altro, vanno ad incidere sulle sue vicende

- 1 gennaio 1800 Robert Owen assume la direzione del cotonificio di New Lanark (Scozia), iniziando in quella comunità il suo grande esperimento sociale
- 26 febbraio 1802 A Besancon nasce Victor Hugo
- 1825. Dopo lunghi dissidi con i soci Robert Owen lascia la direzione di New Lanark
- 29 maggio 1830, a Vroncourt-la-Côte nasce Louise Michel
- 27 luglio 1830. A Parigi la Rivoluzione di luglio rovescia definitivamente la monarchia dei Borbone, al potere sale Luigi Filippo d'Orleans
- 5 ottobre 1839, a Claye-Souilly nasce Eugene Varlin
- 1840 Pierre-Joseph Proudhon pubblica 'Qu'est-ce que c'est la propriété?' ('Che cos'è la proprietà?'), la tesi sostenuta dal libro è che "la propriété, c'est le vol" ("la proprietà è un furto")
- 22 febbraio 1848 Una nuova Rivoluzione depone Luigi Filippo d'Orleans
- 20 dicembre 1848 Carlo Luigi Napoleone Bonaparte viene nominato presidente della repubblica
- 2 dicembre 1851 Colpo di stato di Luigi Napoleone Bonaparte. Victor Hugo, che era tra i suoi oppositori, viene esiliato.
- 2 dicembre 1852 Luigi Napoleone Bonaparte viene nominato imperatore dei francesi, col nome di Napoleone III
- 1862-66 Guerra tra Francia e Messico
- 28 settembre 1864 A Londra si apre la I Internazionale dei lavoratori
- 1867 Esposizione universale di Parigi
- 5 luglio 1870. Con il dispaccio di Ems Napoleone III pretende scuse ufficiali dalla Prussia per aver proposto la candidatura al trono spagnolo di Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen (proposta già ritirata), minacciando la guerra in caso di rifiuto. La Prussia rifiuta di scusarsi.

10 marzo 2016

Luoghi

Le vicende del romanzo per la maggior parte si svolgono a Parigi e dintorni (anche se alcuni capitoli sono ambientati in luoghi abbastanza lontani), i nomi dei luoghi sono in buona parte gli stessi anche oggi, anche se non del tutto: di certo allora non esisteva una Square Louise Michel davanti alla basilica del Sacro Cuore, anche perchè la stessa basilica fu costruita solo dopo gli eventi narrati. Di certo però anche i luoghi che non hanno cambiato nome in 140 anni non assomigliano certo a come erano allora, per questo scrivendo mi sono aiutato con due mappe dell'epoca:
Quella di Parigi
E quella dei dintorni

Se invece volete avere una visione di come sono oggi i principali luoghi in cui è ambientata la vicenda, o da cui si originano eventi che vi influiscono, potete curiosare su questa mappa.


3 marzo 2016

Colonna sonora

C'è una canzone che incombe su questo romanzo, dal titolo fino all'ultima riga. E' "Le temps des cerises", canzone popolare francese scritta poco prima e divenuta famosa poco dopo la Comune, e comunemente considerata il suo inno, anche se il collegamento è più nell'autore che non nella canzone in sè.
Visto che il tema c'era già ho provato a immaginare una colonna sonora completa, indicando anche i capitoli da accompagnare con i vari brani. La playlist la trovate qui sotto, con gli abbinamenti (nel libro i capitoli iniziano tutti con una data e un'indicazione geografica), per quando avrete sottomano il testo. Se fino ad allora vi risulteranno oscure le note tra parentesi... bè, vi tocca aspettare.

1) Anversa, 4 settembre 1870 - U2 - Van Diemend's land
2) Parigi, 23 settembre 1870 - Mercanti di liquore - Il viaggiatore
3) Parigi, 31 ottobre 1870 - Manic street preachers - The Masses against the classes
4) Parigi, 28 novembre 1870 (a partire dal risveglio di Pierre) - The Chemical Brothers - Let Forever Be
5) Gennevilliers, 18 gennaio 1871 - Woodkid - Run Boy Run
6) Versailles, 25 marzo 1871 - Bruce Springsteen - Devil's arcade
7) Nanterre, 3 aprile 1871 (dopo il superamento di Mont Valerien) - Muse - Apocalypse please
8) Parigi, 16 maggio 1871 - Lou Dalfin - Lo Pal
9) Parigi, 25 maggio 1871 - CSI - Accade
10) Parigi, 26 maggio 1871 (Varlin) - Gary Jules - Mad World
11) Parigi, 27 maggio 1871 (Nicolas) - YoYo Ma - Bach - Preludio suite I per violoncello
12) Satory, 22 gennaio 1872 - Noir Desir - Le temps des cerises

25 febbraio 2016

18 febbraio 2016

Eugene Varlin

La quarta e ultima delle schede riservate ai protagonisti del romanzo è quella di Eugene Varlin. Come Louise Michel anche lui è un personaggio storico: nato a Claye-Souilly, il 5 ottobre 1839, in una povera famiglia di contadini, Varlin apprese a Parigi il mestiere di rilegatore e aderì alle idee di Proudhon.
Nel 1857 partecipò alla fondazione della società di mutuo soccorso dei rilegatori, animandone gli scioperi che questa categoria proclamò nel 1864 e nel 1865, e a quella della società di risparmio di mutuo credito degli artigiani rilegatori.
Nel 1865 aderì alla I Internazionale, di cui diventò poi segretario della sezione francese, partecipò ai congressi di Londra, dove conobbe Marx, e di Ginevra, dove difese il diritto al lavoro delle donne, contestato dagli altri proudhoniani. Con Nathalie Lemel e altri operai creò nel 1867 la cooperativa La Ménagère e nel 1868 aprì, sempre in forma cooperativa, il ristorante La Marmite. Partecipò nel 1869 al IV Congresso dell'Internazionale tenuto a Basilea e si pronunciò a favore della collettivizzazione della terra.
Il 14 novembre 1869 fu tra i fondatori della Federazione parigina delle società operaie, primo nucleo della futura Confederazione generale del lavoro. Più volte arrestato per la sua attività sindacale, vietata dal regime, Varlin costituì le sezioni dell'Internazionale a Lione, a Le Creusot e a Lilla.
Alla fine dell'aprile del 1870 dovette fuggire in Belgio per sottrarsi all'arresto della polizia del Secondo Impero.
Se vi interessa una biografia più completa la trovate qui, ma attenti agli spoiler.

21 gennaio 2016

Copertina

Finora è la parte del libro con cui c'entro meno, ma sono contento del lavoro che hanno fatto alla Habanero edizioni
Eccola!


9 gennaio 2016

Louise Michel

La Louise Michel che compare nel romanzo è un personaggio storico.
Nata a Vroncourt-la-Côte il 29 maggio 1830, Louise Michel fu la figlia, non legittimata, di un notabile del locale castello, e della sua serva Marianne Michel.
Fu allevata dai nonni paterni, nobili ma illuministi e liberali. Il 1º settembre 1851 si diplomò maestra e conseguì l'abilitazione all'insegnamento il 25 marzo 1852, massimo titolo di studio concesso allora a una donna, cui era interdetta la frequenza universitaria. Alla morte del nonno ricevette un'eredità cospicua, 40.000 franchi, che distribuì tra i poveri, con scandalo dei benpensanti.
Nel 1856 si trasferì a Parigi si procurò da vivere insegnando nell'Istituto di madame Voillier. Nel 1865, aprì una scuola in rue Houdon, nel 1868 un'altra in rue Oudot e presentò progetti avanzati per l'epoca, come la creazione di scuole professionali e orfanotrofi gestiti da laici.
Per una biografia più completa qui (ma attenti agli spoiler)